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Sostenere il sostenibile (Michele)

Un giorno useremo la fusione nucleare, e le cose che costruiremo non avranno bisogno nemmeno di essere buttate. La produzione locale o personale del cibo dominerà.

AL MOMENTO, però, noi consumiamo. Usiamo il carbone per l’energia, la plastica avvolge molte delle nostre cose e il cibo me lo produce un uruguayano sottopagato.

Due settimane fa sono andato in un supermercato di roba esclusivamente biologica/sostenibile per comprare le ricariche della brocca depuratrice “Brita”.
Per commemorare l’occasione, ho deciso di riflettere un pò sulla mia tipica giornata di spesa, che riporto sotto in forma di META-post (post nel post). Buona lettura.

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Compra e getta, il mio tran-tran

  1. Io ho bisogno di qualcosa. Dopo qualche settimana di disagio, mi decido ad andare al supermercato
  2. compro la roba che mi serve: cibo/dentifrici/detersivi….
  3. la porto a casa
  4. le confezioni inutili le butto, i sacchetti della spesa me li tengo
  5. consumo fino a ritornare al punto 1

Questo è il giro che faccio bene o male ogni mese riguardo la roba importante. Quando ho voglia di cucinare nel finesettimana,utilizzo i punti 2-4 fino a quando non ho tutto ciò che mi serve. Vediamo ora un pò di dettagli.

Cosa consumo?

CIBO
Ci sono delle cose che, una volta comprate, non devo comprare più per mesi: thè e scatolette di legumi, tonno Maruzzella.
Poi ci sono cose che al massimo durano un mese: le acciughe sott’olio sono un validissimo rappresentante.
Cibo che dura una settimana: in genere i biscotti e i sughi già pronti (ne sto diminuendo l’uso, però), più la pasta.
Cibo comprato per l’occasione: verdura/frutta, carne/pesce …
IGIENE
> di un mese: schiuma da barba, spazzolini, lamette rasoio, disinfettante/cotone, sapone
< di un mese: deodorante Borotalco, dentifricio AZ al sapore di sale (costa poco), bagnoschiuma (2 in 1, per lo più Badedas che costa poco)
~ 1 settimana: niente. Fortunamente, tutto ciò che compro basta per almeno una settimana e mezzo/due settimane.
PIACIRI
A me il cioccolato piace, quindi ne compro qualche tavoletta da mangiare di tanto in tanto. Durano circa una settimana.

Cosa succede a ciò che consumo?

Lo butto. Effettuo raccolta differenziata per carta e multimateriale, ma non per l’umido dato che in camera mangio sporadicamente.
Nella cucina, della quale sono stato eletto democraticamente rappresentante, eseguiamo la raccolta differenziata su carta, umido e multimateriale, ma non riesco facilmente a ricordarmi di ritirare i sacchi prima che le donne delle pulizie arrivino, col risultato che tutto ritorna insieme nella spazzatura generica il 90% buono delle volte. Mannaggia.

Pensato a tutto questo, ho poi riflettuto sui miei standard di consumo energetico/acqua/gas:

Energia: spengo lo luci ogni volta che esco dalla camera, e tendo a tenere spento il neon della camera a favore dell’abat-jour. Questo probabilmente significa che uso più lampadine a incandescenza che non a risparmio energetico. A questo si aggiungono i consumi del computer, che in generale sta acceso solo quando sono sveglio e non studio, ma che comunque se scarica deve rimanere acceso anche la notte. Sono comunque passato al Macbook, quindi spero che i consumi si riducano un pò.
Acqua: nella doccia tento di rimanerci il meno possibile, per un tempo medio di 5-7 minuti. Esaspero me e gli altri ripetendogli di chiudere il rubinetto della cucina quando insaponano le stoviglie, chiudo il rubinetto quando mi insapono le mani o passo il dentifricio sui denti. Per riaprirlo, paccate col polso. Alzo i consumi a causa del WC, dato che fino a che non è perfettamente pulito, continuo a passare lo spazzolone e tirare lo sciacquone.
Gas: riscaldamenti. In generale uso il migliore di tutti, le finestre chiuse, ma quando accendono quello comune del collegio, devo per forza tenere una finestra aperta, pena la morte arrosto. Quando vado nelle aulette al piano terra, controllo sempre il termostato e spengo il riscaldamento.

Detto questo, ho provato a dedurre in che stato di sostenibilità mi trovo al momento:

“Fai qualche sforzo per ridurre la tua impronta ecologica, ma hai ancora un bel pò di strada da fare, ad esempio smetterla di comprare roba strapiena di schifezze chimiche e iniziare a fare qualche altra capatina al rifornitore biologico dove sei appena stato. Ricordati che i derivati del petrolio ti rendono IMPOTENTE!!! Lol…”

Fornita questa (più o meno) minuziosa descrizione delle mie abitudini consumiste, sono giunto alla conclusione che è ora di rivolgersi a dei nuovi ambienti di produzione. Non dico iniziare a coltivare in collegio, ma almeno frequentare un pò di più quel negozio solidale del quale parlavo, oppure iniziare a utilizzare il detersivo alla spina, con ricarica in negozio.
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Detto questo, perchè non coinvolgervi? Sicuramente molti di voi seguono degli stili di vita che differiscono dal modello consumista dominante in alcuni punti.
L’idea è, perchè non creare all’interno di questo blog una comunità di persone che pensi e collabori al fine di introdurre nelle vite dei singoli componenti una bella secchiata di sostenibilità in più?
In generale, molti casi di consumismo acuto possono venire risolti con una cura a base di comunità, in quanto agli altri viene sempre più facile notare la trave sul nostro occhio.
Un buon inizio potrebbe essere fare come ho fatto io: presentarsi al circolo in quanto consumatori, con tutte le pecche e tutti i pregi del proprio stile di vita, con tutti i dubbi e le sicurezze che lo accompagnano nell’acquisto e nel consumo.

E ora, il pippone para-teologico.
Come l’Ibm ripete incessantemente da qualche anno a questa parte, nell’ambito del progetto “A Smarter Planet“, è ora di inserire intelligenza nelle nostre abitudini, e questo si può eseguire solo con una forza computazionale adeguata.
La nostra forza computazionale è ovvia, essendo il nostro cervello più potente e flessibile dei computer attuali, le uniche cose che ci mancano sono la formazione di un network per lo scambio d’informazione tra i singoli e lo sviluppo di una banca dati di sufficiente memoria. E questo blog è capace di darci entrambi.
Non sto ovviamente chiedendo di condividere la propria vita, ma sicuramente c’è un livello entro il quale possiamo parlarci senza problemi e comunque trarre conoscenza e idee l’uno dall’altro.
Tra parentesi, credo che la maniera migliore per iniziare a far lavorare un blog sia, come ho già detto, infondergli una prima “missione”, così da caricare gli entusiasmi, senza preoccuparsi poi di scartarla o estenderla.

Quindi, ripeto, vi invito a iniziare con questo piccolo gesto: scrivere un post sulla vostra normale esperienza di acquisto, consumo e smaltimento.
Altrimenti, scrivetemi almeno un messaggio su dove potrei migliorare la mia, di esperienza ;-).


L’idea di Michele

ATTENZIONE!————————————————————————-
Questo è un post dinamico: ogni volta che mi viene in mente qualcosa o qualche cambiamento lo metto qui, in modo da non intasare il blog con miriadi di articoli come facevo in TSDP.
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  • TITOLO
    Testata proposta: “immagine + font semplice”, si legge meglio e non distrae l’occhio.
    Ancora nessuna idea per il nome del blog.
    Per quanto riguarda i caratteri, se ne possono trovare di originali su questo sito, ma non ne ho ancora uno preferito.
  • TEMA
    Questo è carino, a me basta che ci sia una barra laterale con le cose più importanti, mentre della barra inferiore non mi interessa granchè.
    I miei gusti sono: tinte unite di colori poco brillanti (azzurrino, verdognolo, pesca, panna…), disegni carini/suggestivi colorati ma leggeri, silhouettes su sfondo a tinta unita.
    Sconsiglio: immagini vere (al massimo come complemento di una base disegnata, ma non di più), temi ultrasfumati alla pimp-my-ride con tatuaggerie complicatissime, roba di carattere celtico/vichingo/fantasy/horror/tutto-ciò-che-non-c’entra-col-giorno-o-col-blog, roba di dubbio gusto.
  • SFIDA
    Riassunto: ritengo che anche questo blog debba basarsi su una sfida come TSDP, e che il nome debba poi seguire dall’obiettivo comune.
    Sfida: mi piacerebbe qualcosa del tipo “ogni partecipante deve pubblicare almeno X articoli/pagine/link e ricevere almeno Y commenti/schiaffi/querele”, eventualmente con l’aggiunta di un limite temporale (l’anno prossimo, dopodomani, il giorno in cui faranno il remake di “the expendables”).

Quando le mie idee diventeranno più chiare e definite tornerò sul post a dir la mia. Fine comunicazioni.


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