Archivio dell'autore: Ludovica

Informazioni su Ludovica

what about me?!just a young womaan who needs to communicate to the world some ideas(sometimes odd ideas) about what I see and what I feel. You know people say that you can undestand a lot more of a person seeing the way she write than what she write. So follow me!

Nottetempo

L’altra notte non riuscivo a dormire, come al solito mi trovavo sul mio letto distesa, annoiata davanti ad un film leggero, troppo leggero, talmente leggero che il rumore delle auto che passavano di fuori, così poche di notte, attirava la mia attenzione lasciando che il mio pensiero esercitasse un lavorio fantasioso sul perchè chiunque fosse in macchina per fare qualunque cosa a quell’ora tarda di un banalissimo lunedì.

Le voci espressive degli attori con il loro  affascinante accento americano, mi tenevano compagnia mentre pensavo a quanto diversa fosse la mia vita dalla loro; pensavo a quanto fossero enormi i miei problemi rispetto alle stupidaggini che i personaggi del film tentavano di risolvere come se non avessero tutto già nelle loro mani: la loro villa perfetta, nella città perfetta, fatta di famiglie perfette, che lavorano sotto un’amministrazione perfetta ad opera di un governo perfetto. Così grazie ai numerosi miei spunti di riflessione, quella notte la mia mente vagava fantasiosa senza una particolare meta da raggiungere. Vagare, vaneggiare.

Ad un tratto però, i rumori dei mezzi che passavano fuori si facevano più intensi e pesanti, e mentre la mia fantasia già era pronta a  costruire una storia su quello che apparentemente era un camion, mi rendevo conto che il rumore che si faceva sempre più insistente e persistente, anziché passare via veloce incontro alla sua storia. Allora capii di cosa si trattasse, non era un camion, non era un mezzo che passava lungo la strada accanto il mio palazzo, doveva essere un elicottero o qualcosa del genere, così mi alzai, uscii fuori in balcone, ma la notte non lasciava intravedere nemmeno una stella figuriamoci un elicottero, troppe nuvole, troppa foschia. il punto era che quel rumore non si placava e generalmente un elicottero passa e basta,non sta li per più di qualche secondo. STOP . La mia mente si fermò di colpo ed insieme cominciò a lavorare, non poteva essere altrimenti: Aerei da guerrà.

La consapevolezza si incagliò, ancorata tra i miei neuroni e stava li accanto al pensiero latente che nel mondo le guerre esistono,le bombe esplodono tra la gente e i missili vengono lanciati. Già, i missili. Pensai subito che finalmente Gheddafi si fosse deciso a fare vivere per una volta la guerra agli occidentali (o meglio ai siciliani), a loro che della guerra non hanno paura, perchè è quasi come se fosse un gioco, una partita a scacchi in cui il giocatore più forte fa la sua mossa aspettando il passo falso del suo avversario,tanto sono sempre le pedine ad essere mangiate per prime.

Mentre stavo li, su quel balcone, a piedi nudi, mi sentivo veramente consapevole di quello che stava succedendo, riuscivo quasi a vedere le scene di guerra (che non ho mai visto prima),il pianto di una madre che non trova il proprio figlio mentre raggiunge il suo compagno dalla faccia insanguinata. Ero a casa mia,ma li vedevo ed erano veri come il freddo che saliva dai miei piedi e che mi faceva raggelare per essere stata così banale ed avere avuto pena per le persone della mia visione. Avere pena per un popolo che vive una guerra non serve, anzi è quanto di più sciocco si possa fare, ma soprattutto iniziare una guerra e pensare che sia un modo per risolvere un problema è una cosa talmente obsoleta e medievale da non avere alcun senso oggi.

L’ indomani seppi che quegli aerei che avevo sentito erano stati mandati perchè a 20 km da casa mia,sulle spiagge della mia estate, c’era stato uno sbarco di 450 PERSONE, sono fuggite da una cosa che per fortuna noi occidentali non conosciamo, perchè quelli di noi che l’hanno vissuta sono morti o troppo vecchi e stanchi per ricordare cosa voglia dire vivere in un paese in guerra,senza libertà. Ma oggi, noi, nuove generazioni dobbiamo rappresentare il riscatto della vecchiaia stanca per dire basta alle armi ed iniziare finalmente la nostra SLOW REVOLUTION fatta di cultura,di parole,di giustizia,di bellezza e di pace.

Grazie John, grazie Yoko

 

 


Politically perfect

In seguito a lunghe ore di studio passate ingobbita su un libro di storia contemporanea, leggendo sulla rivoluzione russa ,sul nazionalismo novecentesco, sul risorgimento e quindi sull’unità d’Italia, un monito di tremenda nostalgia, ma anche inadeguatezza mi ha pervaso. Leggendo di rivolte incondizionate di un’Europa assetata che chiedeva ed otteneva salari più alti per i lavoratori nelle fabbriche, orari di lavoro umanamente possibili, prezzi dei generi di prima necessità adeguati ai salari, mi rendo conto che tutto ciò che ci sta attorno è stato costruito con il sudore ed il lavoro di persone che non si sono arrese davanti ad una classe dirigente che pensava a guerreggiare ed ad inseguire ideali, astrazioni, parole.
E così innamorandomi dello spirito di Garibaldi che amava una nazione ancora da costruire, ammirando la lontananza della Russia la cui schiena era dolcemente adagiata sui lavoratori dei soviet, che con la loro patria mantenevano un rapporto di simbiosi; cullandomi sul pensiero di Wilson, che durante i trattati di pace dopo la prima guerra mondiale provvedeva all’istituzione della Società delle Nazioni e promulgava il credo secondo cui mai e poi mai si sarebbe ricorsi alla guerra per la risoluzione di asperità tra le nazioni, accorgendomi di tutto questo: Che lontananza, quale sconosciuto interesse pervadeva il pensiero di tali personaggi!
Ed è per questo che posso dire che no,non è vero che l storia si ripete! Perchè se fosse vero ciò allora non ci troveremmo a fare la guerra contro un paese che fa di tutto per mandarci via, non ci troveremmo in “missione di pace” se non ci piacerebbe giocare alla guerra. Se la storia fosse destinata a ripetersi il governo italiano che non ha nulla a che vedere con la politica, ma solo con l’interesse dei partiti, si sarebbe già reso conto di non essere adeguato all’amministrazione di un paese che retrocede ogni giorno, e si lascia passare accanto in caduta libera la sua economia di ex grande potenza, la sua cultura millenaria che il mondo prima invidiava e che ora non si vede nemmeno più, perchè l’erudizione è destinata a perire insieme alla possibilità del riscatto sociale e le sue possibilità di progresso vanno a progredire all’estero perchè qui morirebbero di fame.
La storia non è destinata a ripetersi perchè oggi è guidata da persone che non la conoscono, che non sanno cosa significhi essere uomini d’onore, non sanno cosa vuol dire meritare la fiducia di chi affida nelle loro mani il futuro delle generazioni successive che non si vede che non è tuttavia incerto,maè certo che sarà un disastro. Chi siede in parlamento oggi e si è “guadagnato” quel posto non l’ha fatto perchè aveva voglia di sbracciarsi a costruire una nazione nuova del respiro europeo,non l’ha fatto perchè era stufo di vedere il successo solo nella vita dei cugini,dei fratelli, dei nipoti, dell’amico, del figlio della nonna dallo zio,anzi è molto più probabile che l’abbia fatto perchè così i suoi cugini,fratelli,mogli,amici,zii abbiamo una possibilità di tale effimero successo.
Fare politica significa amare il proprio paese a tal punto da impegnare la propria persona affinchè questo migliori,progredisca,affinchè tutti i propri connazionali indistintamente abbiano la possibilità di vivere una vita sicura e agiata nel proprio paese e tramite questo far loro capire l’amore che si ha per la propria nazione e magari farlo provare anche a loro.
Essere un politico non significa primeggiare sul resto del popolo,ma essere il più umile perchè svolge uno dei lavori più importanti della società. Essere un politico significa gestire il denaro e il bene di tutti e gestirlo al meglio affinchè si trasformi in servizi, aiuto per il cittadino. Essere un politico significa essere tanto altruista da dimenticarsi del proprio onorario e non fare di tutto affinchè aumenti. Essere politici significa essere cittadini attivi nella società  cercando di migliorarla secondo le esigenze di tutti e non di chi può permetterselo.

Donne senza!

[È già da un po di tempo che mi frullano delle idee in testa.ho provato ad organizzarle per scrivere un articolo e non so se ci sono riuscita del tutto,quindi questo post è da prendere sia come prova,visto che è il primo, che come un inizio la cui bontà e consistenza saranno da valutare.]

Donne senza…So già che alla lettura del titolo,che sono sicura alcuni di voi avrete trovato interessante per le molteplici possibili finiture,tante siano state le parole conclusive balzate in bocca ai lettori,ma sono sicura che nessuna di quelle sia la stessa che ho in mente.

Sono tante le cose che le donne non hanno e tralasciando le ovvietà dei luoghi comuni devo dire alcuni purtroppo vere ,c’è una ovvietà più centrata delle altre.Le Donne cari signori,sia quelle adornate di D che quelle ridotte ad una semplice d,non hanno le palle! Esatto gli esemplari umani connotati dal cromosoma X non sono dotati di quei due accessori barbuti posti tra le gambe, e questo aldilà di certi modi di dire, é un bene,una gran fortuna.La verità è che le Donne sono stanche di sentirsi dire che hanno le palle,No non è così perchè loro (le D) sono le vere donne! Così  questa accezione maschilista del complimentarsi non è altro che una pesante umiliazione. Avere le palle è una prerogativa puramente maschile,signori,e come diceva il caro Eduardo “chi ve la guasta!?”

Il punto è basta dire che abbiamo le palle se facciamo una cosa che ci distacca dalla massa e mostra il nostro lato migliore ,perchè se ciò è successo,se abbiamo dato in un’occasione il meglio di noi,se ci siamo distinte dalle d,é proprio perchè le palle non ce le abbiamo.

Bene,dopo aver fatto questa precisazione veniamo al punto e spostiamo l’attenzione su quella aimé necessaria distinzione tra D e d.Lo so che potrà risultare banale,ma è soprattutto doverosa. Vedete oggi non è facile essere D un po perchè vieni presa per una specie di mostro con palle in mezzo alle braccia e alle gambe(vedi sopra), e poi perchè tutto ciò che ti circonda fa in modo di far diventare quella tua naturalissima D in una sciatta d. Sono convinta infatti che tutte noi nasciamo D e che poi il contesto ci riduca,ci banalizzi,ci mortifichi con le sue maniere e convenzioni,con il suo non interesse a scommettere su di te,sulle tue capacità, perchè se stai cercando di aprire un’attività,quel LUI a cui stai presentando il tuo progetto preferisce parlare con la tuo padre,tuo fratello,tuo nonno,tuo marito e ti verrebbe voglia di legarlo ai binari e poi far fermare il treno ad un centimetro dal suo naso(molto Tarantino) per farlo cagare nei pantaloni e poi fargli vivere l’umiliazione di averlo fatto invano, così anche lui avrebbe provato l’umiliazione del non sentirsi adeguati.

Concludendo vi dico,le donne hanno bisogno di essere ritenute capaci,non perchè queste ne abbiano bisogno più degli uomini,ma solo perchè devono essere messe sullo stesso piano degli uomini,quando questo accadrà,forse le cose cambieranno e non ci sarà più bisogno di distinguere le D dalle d.

 

 


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