Archivio dell'autore: Eugenio

Amor Profano

Dal letame da cui nascono i fior nasce Amor Profano. La satira urticante, irriverente, scorretta che non avreste mai voluto ma che purtroppo è arrivata.
Perché la risata è l’arma più potente e nessuna censura potrà mai soffocarla…
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Ratti e Sorci verdi

Il successo dirompente del referendum sfonda a calci la porta sbarrata della politica italiana. L’occasione per la sinistra è senza precedenti. Nei ventennio della seconda repubblica abbiamo assistito a qualcosa di molto simile a quel che accadde con l’avvento ed il consolidamento del fascismo. La cocente delusione delle ambizioni coloniali di un’Italia che giocava al “piccolo imperatore” e quelle di una guerra “vinta” sulla carta ma persa di fatto, furono determinanti nel portare al potere il primo della serie, speriamo brevissima, di nani (da giardino). La seconda delle disgrazie nostrane accade poco meno di 20 anni fa, quando il pifferaio di Arcore da il via al suo show. I ratti sembrano seguirlo ovunque. Il ritornello è sempre lo stesso. Il nemico rosso pure. Ad ogni angolo il pifferaio prospetta ai suoi ratti la vittoria della guerra santa contro i rossi (per quell’altro erano i neri dell’Abissinia).
L’Italia per vent’anni rimarrà ferma a rincorrere un nemico invisibile. Il mondo nel frattempo se ne dimentica e corre da solo.
Il pifferaio ora non incanta più. I ratti che ancora lo seguono ora vedono i sorci verdi e ne hanno paura…


Pasqua ovvero il mito pagano della rinascita di Horus

La vulgata comune è che la pasqua sia la festa di resurrezione di un tale nato in galilea che dopo essere stato messo in croce è poi resuscitato. In realtà la pasqua è una festa pagana. A risorgere dai morti è il Sole, dio Horus per gli antichi egizi, che il 22 dicembre, giorno del solstizio d’inverno, raggiunge il punto più basso sull’orizzonte nel suo moto apparente attorno alla terra, “morendo” dunque, in corrispondenza della costellazione della Croce del Sud. Il sole sembra fermarsi nel suo moto apparente per 3 giorni “risorgendo”, ovvero tornando a risalire sulla linea d’orizzonte, il 25 dicembre. il punto di questa rinascita è indicato da tre stelle allineate  ad una quarta, Sirius, (la stella dell’est) che puntano in direzione del luogo della rinascita. Tre stelle che fanno parte della costellazione de “I tre Re”. Capito?. Questo mito cosmologico egiziano è poi stato ripreso dalla tradizione ebraica entrando così nell’immaginario culturale di quel popolo. Per i cristiani il mito si è sdoppiato mantenendo per il 25 dicembre la parte della nascita, spostando in primavera, simbolo di rinascita della vita, la crocifissione e la resurrezione dopo i tre giorni.

Ma dando un’occhiata alla vita di Horus tutto diventa ancora più chiaro.

HORUS (Egitto 3000 a.c.), significa “il figlio” o “la luce”. Nato il 25 Dicembre dalla vergine Iside. La sua nascita venne accompagnata da una stella nell’est, che fu seguita da tre Re in adorazione del salvatore. Horus inizia ad insegnare all’età di 12 anni e viene battezzato da una figura chiamata Hana all’età di 30.Horus aveva 12 discepoli con  quali viaggiava facendo miracoli come guarire i malati o camminare sull’acqua. Ci si riferiva a lui come “l’agnello di dio”. Dopo essere stato tradito da Tifone, Horus venne ucciso sulla croce e dopo tre giorni resuscitato.

Ma non c’è solo Horus nella lista, lunghissima, delle divinità che hanno a che fare con questo mito cosmologico.

DIONISOS (Grecia 500 a.c.): Nato da una vergine il 25 dicembre. Era un maestro, viaggiava e faceva miracoli (tra i quali il trasformare l’acqua in vino). Ci si riferiva a lui come “Re dei Re”, “l’Alfa e l’Omega”. Dopo la morte resuscitò.

MITRA (Persia 1200 a.c.): Nato da una vergine il 25 dicembre. Aveva 12 discepoli. Faceva miracoli e alla sua morte fu sepolto per tre giorni e dopo resuscitò. Veniva rappresentato con un cerchio di luce sul capo ed il suo giorno di adorazione era la Domenica.

ATTIS (Grecia 1200 a.c.): Nato da una vergine il 25 dicembre fu crocifisso, sepolto e resuscitato dopo tre giorni.

KRISNA (India 900 a.c.): Nata dalla vergine Devachi, con una stella ad Est ad indicare la sua nascita. Fece miracoli con i suoi discepoli e resuscitò dopo la sua morte.

La lista continua ed è lunghissima.


All’Italia cui voglio bene

Questo post è dedicato all’Italia, ma non a tutta l’Italia. Questo post è dedicato all’Italia degli onesti, dei giusti, dei coraggiosi. All’Italia che ha sempre detto NO al compromesso. All’Italia della buona politica. All’Italia che non ha mai teso l’orecchio alle idiozie dei suoi papi e dei suoi duci. All’Italia che si vergogna di essere governata dal più insulso dei vermi. All’Italia che sa di dover cambiare, e a quella che ci prova giorno dopo giorno. All’Italia che non si piega di fronte al potente. All’Italia delle donne che sanno quanta poca dignità ci sia nel piegarsi di fronte al (im)potente. All’Italia che dice di no alle mafie. All’Italia che se ne fotte degli inni e delle bandiere cantati e sventolati negli stadi ed ai funerali dei soldati.

Insomma all’Italia cui voglio bene.

Che quell’altra Italia ci lasci presto…


Evolution in progress

Il blog si sta evolvendo ed oggi ha provato a fare un salto in avanti dandosi una nuova veste ed un nuovo layout.

Ma non dobbiamo dimenticare che lo spirito di questo blog è innanzitutto la condivisione di idee e progetti.

C’è ancora molto da fare per rendere questo luogo sempre più accogliente ed ancora una vota vorrei che lo facessimo assieme.

Iniziamo dalla testata: serve qualcosa di più personale, illustrativo, originale; qualcosa in grado di identificare al meglio questo luogo virtuale. Quindi date una spremutina alle meningi ed inviatemi le vostre idee. Se non siete proprio dei talenti nella fine arte di photoshop non importa, basta anche uno schizzo a matita che renda l’idea generale. Mi occuperò di renderla al meglio.

Alla fine raccoglieremo tutte le idee in un post e le sottoporremo al vostro voto scegliendo quella che più ci piace.

Tra due settimane il voto!

 

Inviate il vostro materiale a

ricca.eugenio@gmail.com

p.s.: per gli schizzi su carta basta una foto!


Democrasti

Preferisci un pugno sul muso o un calcio nelle balle?  So perfettamente quello che sceglierei io. Ed anche voi. Ma è davvero una scelta? Ovviamente no. Il perché sta nella sproporzione tra le due opzioni rendendo la prima certamente preferibile alla seconda ma non certo migliore.

Dopo aver letto il bellissimo articolo di Luda sul senso dell’impegno politico ho pensato di fare come Aristotele che, nell’affresco de “La scuola di Atene” di Raffaello, ad un Platone che indica il cielo, risponde con una mano diretta alla terra, ricordandoci ciò che davvero conta.

La democrazia è un po’ come il pugno sul muso di cui parlavo prima: non ti priva della voglia di vivere come un calcio nelle balle, ma fa male, anche molto male.

Grazie all’idea perversa che l’occidente ha della democrazia la storia ci ha regalato le pagine tristi dei regimi totalitari da Mussolini ad Hitler, passando per Stalin, fino a raggiungere lo squallore mediatico-mafioso del quindicennio berlusconiano in Italia, dell’ottennio guerrafondaio ed oscurantista Buschano d’oltreoceano, della “rivoluzione” totalitarista della Cina maoista…aimè l’elenco è lungo.

Nessuno di questi regimi sarebbe mai potuto nascere senza l’odiosa chimera che tutti s’affrettano a celebrare come il bene assoluto, tanto assoluto che siamo anche pronti a fare la guerra per esportarne il franchising. Si parlo proprio della democrazia, quella con la D minuscola, l’unica che il mondo abbia mai conosciuto ed ahimè anche l’unica che sia ancora in grado di concepire.

Ma dove sta il problema delle democrazie occidentali? In cosa sembrano essere così pericolosamente inadeguate a sostenere il compito che si prefiggono? La risposta è nell’aggettivo che le qualifica per esteso come “democrazie rappresentative” ed è proprio quella la chiave che nasconde l’abisso. La rappresentatività rende di fatto qualsiasi democrazia un regime oligarchico, con l’unica differenza che nel caso della democrazia rappresentativa il rinnovo dell’oligarchia è in qualche modo reso possibile. La rappresentatività è un concetto insidiosissimo in quanto da l’idea che sia possibile in qualche modo delegare una persona terza all’amministrazione dei propri interessi. Mentre nel campo professionale questo è possibile e funziona bene perchè quando paghi una persona per fare un lavoro poi la puoi anche licenziare se quella il lavoro non lo fa, lo fa male, o addirittura ti danneggia, nel campo della politica questa idea crolla da ogni parte. L’elettore medio (ovvero quello che decide davvero chi deve governare) non ha alcuna idea ne di quali siano i suoi interessi, ne di chi sia davvero la persona che vota. L’idea poi che votando una persona si possa in qualche modo portare avanti le proprie idee politiche è candida come un fiocco di neve.

La democrazia è quindi solo DIRETTA. Si partecipa alla cosa pubblica o direttamente o non affatto, la così detta “via di mezzo” della rappresentanza è pura alchimia linguistica.

Sebbene esistano numerosissime realtà locali in giro per il mondo e soprattutto negli Stati Uniti dove l’assemblea cittadina è un bell’esempio di democrazia diretta, questo appare ancora un modello impossibile da adattare all’amministrazione di un’intera Nazione. Non è così, o per lo meno non lo è più. La risposta è Internet, o meglio le tecnologie che lo rendono possibile. Per quanto sia complicato infatti dare un definizione abbastanza comprensiva di internet alla base c’è semplicemente una manciata di tecnologie che ci consentono di renderci tutti pari in termini di opportunità e risorse.

Creando un Parlamento virtuale sarebbe perfettamente possibile per ognuno di noi tutti votare non le persone ma le IDEE. Non solo potremmo votarle, ma anche proporle, emendarle, discuterle. Potremmo delegare ad altri il nostro voto riguardo ad argomenti dei quali non siamo esperti, decidendo ad esempio di far votare ad un medico per una legge che riguarda la sanità, o ad uno studente una sull’università e così via, togliendogli la delega in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Nessuno verrebbe pagato per fare il parlamentare, l’oligarchia verrebbe scongiurata, l’efficienza della politica centuplicata, il dibattito sulla politica sarebbe solo e sempre un dibattito concentrato sulle idee e non su quello che dice e che fa il buffone di turno.

Il bello è che tutto questo è già da un pezzo tecnologicamente possibile, lo sarà anche per la storia?


Firmiamo per Assange

“Accerchiamento internazionale” è l’espressione che un ex istruttore di sci, che mi informano ultimamente sia anche il ministro degli esteri italiano in carica (possibile?), ha usato per definire un’operazione orchestrata dalle grandi potenze mondiali per sbattere in galera una persona accusata di “stupro” in Svezia. Si perchè pare che in Svezia la riluttanza ad usare un preservativo sia considerata un crimine violento. Mah, che dirvi, ho scoperto d’essere una sorta di stupratore anche io! Cosa non si scopre alle volte!
Al di la dell’amaro sorriso che certe tristi buffonate ci regalano, rimane quella sorta di incontenibile rabbia di chi si sente in qualche modo impotente di fronte a soprusi del genere. Julian Assange non ha infatti commesso alcun reato pubblicando i dispacci diplomatici (al momento sui 251.287 promessi ne sono stati pubblicati solo 1060), perciò si sono subito adoperati nel definirlo “terrorista”, che volete in quanto a fantasia non sono esattamente dei Picasso.
La verità è che quando si teme la verità si è smesso di vivere in democrazia, visto che un’informazione veritiera e senza censure o veli è l’unica cosa che possa garantire l’esistenza di una nazione libera e democratica. Non può esistere libertà di pensiero senza la libera informazione: se conoscessimo solo menzogne saremmo certamente liberi di chiamarle verità, ma questo ci renderebbe ancora più servi.
Per questo vi chiedo di diffondere quest’appello, la posta in gioco è troppo alta, non solo per la vita di un uomo innocente, ma anche per la nostra libertà.

Il sito del Fatto ha organizzato una raccolta firme a sostegno di Julian.

 

Al sito FreeAssange.org potete registrarvi alla pagina di facebook e dare anche li il vostro sostegno.

Non rinunciamo a combattere. Mai.


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