Nottetempo

L’altra notte non riuscivo a dormire, come al solito mi trovavo sul mio letto distesa, annoiata davanti ad un film leggero, troppo leggero, talmente leggero che il rumore delle auto che passavano di fuori, così poche di notte, attirava la mia attenzione lasciando che il mio pensiero esercitasse un lavorio fantasioso sul perchè chiunque fosse in macchina per fare qualunque cosa a quell’ora tarda di un banalissimo lunedì.

Le voci espressive degli attori con il loro  affascinante accento americano, mi tenevano compagnia mentre pensavo a quanto diversa fosse la mia vita dalla loro; pensavo a quanto fossero enormi i miei problemi rispetto alle stupidaggini che i personaggi del film tentavano di risolvere come se non avessero tutto già nelle loro mani: la loro villa perfetta, nella città perfetta, fatta di famiglie perfette, che lavorano sotto un’amministrazione perfetta ad opera di un governo perfetto. Così grazie ai numerosi miei spunti di riflessione, quella notte la mia mente vagava fantasiosa senza una particolare meta da raggiungere. Vagare, vaneggiare.

Ad un tratto però, i rumori dei mezzi che passavano fuori si facevano più intensi e pesanti, e mentre la mia fantasia già era pronta a  costruire una storia su quello che apparentemente era un camion, mi rendevo conto che il rumore che si faceva sempre più insistente e persistente, anziché passare via veloce incontro alla sua storia. Allora capii di cosa si trattasse, non era un camion, non era un mezzo che passava lungo la strada accanto il mio palazzo, doveva essere un elicottero o qualcosa del genere, così mi alzai, uscii fuori in balcone, ma la notte non lasciava intravedere nemmeno una stella figuriamoci un elicottero, troppe nuvole, troppa foschia. il punto era che quel rumore non si placava e generalmente un elicottero passa e basta,non sta li per più di qualche secondo. STOP . La mia mente si fermò di colpo ed insieme cominciò a lavorare, non poteva essere altrimenti: Aerei da guerrà.

La consapevolezza si incagliò, ancorata tra i miei neuroni e stava li accanto al pensiero latente che nel mondo le guerre esistono,le bombe esplodono tra la gente e i missili vengono lanciati. Già, i missili. Pensai subito che finalmente Gheddafi si fosse deciso a fare vivere per una volta la guerra agli occidentali (o meglio ai siciliani), a loro che della guerra non hanno paura, perchè è quasi come se fosse un gioco, una partita a scacchi in cui il giocatore più forte fa la sua mossa aspettando il passo falso del suo avversario,tanto sono sempre le pedine ad essere mangiate per prime.

Mentre stavo li, su quel balcone, a piedi nudi, mi sentivo veramente consapevole di quello che stava succedendo, riuscivo quasi a vedere le scene di guerra (che non ho mai visto prima),il pianto di una madre che non trova il proprio figlio mentre raggiunge il suo compagno dalla faccia insanguinata. Ero a casa mia,ma li vedevo ed erano veri come il freddo che saliva dai miei piedi e che mi faceva raggelare per essere stata così banale ed avere avuto pena per le persone della mia visione. Avere pena per un popolo che vive una guerra non serve, anzi è quanto di più sciocco si possa fare, ma soprattutto iniziare una guerra e pensare che sia un modo per risolvere un problema è una cosa talmente obsoleta e medievale da non avere alcun senso oggi.

L’ indomani seppi che quegli aerei che avevo sentito erano stati mandati perchè a 20 km da casa mia,sulle spiagge della mia estate, c’era stato uno sbarco di 450 PERSONE, sono fuggite da una cosa che per fortuna noi occidentali non conosciamo, perchè quelli di noi che l’hanno vissuta sono morti o troppo vecchi e stanchi per ricordare cosa voglia dire vivere in un paese in guerra,senza libertà. Ma oggi, noi, nuove generazioni dobbiamo rappresentare il riscatto della vecchiaia stanca per dire basta alle armi ed iniziare finalmente la nostra SLOW REVOLUTION fatta di cultura,di parole,di giustizia,di bellezza e di pace.

Grazie John, grazie Yoko

 

 

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Informazioni su Ludovica

what about me?!just a young womaan who needs to communicate to the world some ideas(sometimes odd ideas) about what I see and what I feel. You know people say that you can undestand a lot more of a person seeing the way she write than what she write. So follow me! Vedi tutti gli articoli di Ludovica

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