Democrasti

Preferisci un pugno sul muso o un calcio nelle balle?  So perfettamente quello che sceglierei io. Ed anche voi. Ma è davvero una scelta? Ovviamente no. Il perché sta nella sproporzione tra le due opzioni rendendo la prima certamente preferibile alla seconda ma non certo migliore.

Dopo aver letto il bellissimo articolo di Luda sul senso dell’impegno politico ho pensato di fare come Aristotele che, nell’affresco de “La scuola di Atene” di Raffaello, ad un Platone che indica il cielo, risponde con una mano diretta alla terra, ricordandoci ciò che davvero conta.

La democrazia è un po’ come il pugno sul muso di cui parlavo prima: non ti priva della voglia di vivere come un calcio nelle balle, ma fa male, anche molto male.

Grazie all’idea perversa che l’occidente ha della democrazia la storia ci ha regalato le pagine tristi dei regimi totalitari da Mussolini ad Hitler, passando per Stalin, fino a raggiungere lo squallore mediatico-mafioso del quindicennio berlusconiano in Italia, dell’ottennio guerrafondaio ed oscurantista Buschano d’oltreoceano, della “rivoluzione” totalitarista della Cina maoista…aimè l’elenco è lungo.

Nessuno di questi regimi sarebbe mai potuto nascere senza l’odiosa chimera che tutti s’affrettano a celebrare come il bene assoluto, tanto assoluto che siamo anche pronti a fare la guerra per esportarne il franchising. Si parlo proprio della democrazia, quella con la D minuscola, l’unica che il mondo abbia mai conosciuto ed ahimè anche l’unica che sia ancora in grado di concepire.

Ma dove sta il problema delle democrazie occidentali? In cosa sembrano essere così pericolosamente inadeguate a sostenere il compito che si prefiggono? La risposta è nell’aggettivo che le qualifica per esteso come “democrazie rappresentative” ed è proprio quella la chiave che nasconde l’abisso. La rappresentatività rende di fatto qualsiasi democrazia un regime oligarchico, con l’unica differenza che nel caso della democrazia rappresentativa il rinnovo dell’oligarchia è in qualche modo reso possibile. La rappresentatività è un concetto insidiosissimo in quanto da l’idea che sia possibile in qualche modo delegare una persona terza all’amministrazione dei propri interessi. Mentre nel campo professionale questo è possibile e funziona bene perchè quando paghi una persona per fare un lavoro poi la puoi anche licenziare se quella il lavoro non lo fa, lo fa male, o addirittura ti danneggia, nel campo della politica questa idea crolla da ogni parte. L’elettore medio (ovvero quello che decide davvero chi deve governare) non ha alcuna idea ne di quali siano i suoi interessi, ne di chi sia davvero la persona che vota. L’idea poi che votando una persona si possa in qualche modo portare avanti le proprie idee politiche è candida come un fiocco di neve.

La democrazia è quindi solo DIRETTA. Si partecipa alla cosa pubblica o direttamente o non affatto, la così detta “via di mezzo” della rappresentanza è pura alchimia linguistica.

Sebbene esistano numerosissime realtà locali in giro per il mondo e soprattutto negli Stati Uniti dove l’assemblea cittadina è un bell’esempio di democrazia diretta, questo appare ancora un modello impossibile da adattare all’amministrazione di un’intera Nazione. Non è così, o per lo meno non lo è più. La risposta è Internet, o meglio le tecnologie che lo rendono possibile. Per quanto sia complicato infatti dare un definizione abbastanza comprensiva di internet alla base c’è semplicemente una manciata di tecnologie che ci consentono di renderci tutti pari in termini di opportunità e risorse.

Creando un Parlamento virtuale sarebbe perfettamente possibile per ognuno di noi tutti votare non le persone ma le IDEE. Non solo potremmo votarle, ma anche proporle, emendarle, discuterle. Potremmo delegare ad altri il nostro voto riguardo ad argomenti dei quali non siamo esperti, decidendo ad esempio di far votare ad un medico per una legge che riguarda la sanità, o ad uno studente una sull’università e così via, togliendogli la delega in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Nessuno verrebbe pagato per fare il parlamentare, l’oligarchia verrebbe scongiurata, l’efficienza della politica centuplicata, il dibattito sulla politica sarebbe solo e sempre un dibattito concentrato sulle idee e non su quello che dice e che fa il buffone di turno.

Il bello è che tutto questo è già da un pezzo tecnologicamente possibile, lo sarà anche per la storia?

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4 responses to “Democrasti

  • Michele

    C’è un forum, su Internet.
    http://www.forumnucleare.it/

    Ditemi come sia possibile fare in modo che la politica su internet non diventi qualcosa di questo genere.

  • Djourou

    Bello, ma appena appena utopico. Se la democrazia diretta non esiste più dal V sec. A.c ci sarà un motivo: questa forma è possibile solo in presenza di un numero limitato di persone. Quando questo numero supera le decine di milioni, ecco che la partecipazione diretta non è più possibile. La rappresentatività è allora indispensabile e se usata correttamente funzionale: il meccanismo di ricompensa/punizione del governante esiste e si chiama elezione, a cui si aggiunge il controllo da parte di organi indipendenti dell’attività del politico (in Italia c’è una meravigliosa Corte Costituzionale, una Corte dei Conti, un Parlamento dalla cui fiducia dipende il governo). In una democrazia perfetta c’è anche il meccanismo della responsività, cioè la capacità dei governanti di rispondere all’esigenze degli governati.
    Accountability, responsiveness, rispetto della rule of law sono le dimensioni salienti di una democrazia di qualità, a cui bisogna tendere.
    Credo che introducendo queste dimensioni nel nostro sistema democratico, si potrebbero risolvere molti degli attuali problemi.
    Il potere che tu attribuisci a Internet è oltre misura salvifico, una sorta di panacea di cui però non hai messo in luce i limiti. Diversi milioni di italiani, per rimanere in ambito nazionale, non hanno o non sanno usare internet, specie la fascia anziana, che dunque rimarrebbe esclusa dalla partecipazione politica.
    Inoltre ci sarebbe un problema di competenze sulle specifiche politiche che andrebbe risolto, ancora una volta, ricorrendo al tanto vituperato meccanismo della delega.
    Infine, non basta risolvere i problemi procedurali (partecipazione alla politica tramite internet) per raggiungere la democrazia perfetta. Per farlo, serve un’educazione civica della società, una maggiore consapevolezza dei cittadini sui loro diritti/doveri, sui loro bisogni, sulle loro esigenze, che solo una migliore istruzione e una crescita culturale possono garantire.
    Solo a quel punto, internet potrà diventare davvero lo strumento migliore, e non una diversa oligarchia di pochi competenti, informati e attivi.

    • Eugenio

      -Il meccanismo dell’elezione non premia/punisce il merito/demerito, piuttosto l’impatto mediatico, il carisma, il marchio e tutte quelle cose che il mercato ci ha insegnato fin troppo bene. Il fatto che poi in Italia ci sia anche un conflitto di Interessi grande come il mondo complica ulteriormente un problema che è comune a qualsiasi tipo di democrazia rappresentativa.

      -Non ho mai visto internet come una panacea, non lo è. Le tecnologie che rendono internet possibile però sono in grado di rendere possibile un sistema democratico diretto. Ie questioni tecniche da risolvere sarebbero moltissime ma con le giuste risorse e le giuste persone si potrebbe fare eccome. Non è certo quindi la tecnologia a tenerci ancora distanti da quella che tu definisci utopia politica.

      -Quale migliore educazione civica che il poter discutere nel merito una legge a qualsiasi età magari creando un luogo parallelo e virtuale dove gli studenti siano chiamati a discutere e votare le leggi che vengono discusse e votate nella realtà.

      -I cittadini non sono chiamati a votare per forza. Possono anche astenerti a vita. Chi partecipa può decidere se votare cosa votare e quando farlo, ed ogni legge passerebbe solo raggiungendo il quorum. Una vota che la legge passa, è compito dei tecnici (come già avviene) darle una forma giuridica inserendola nell’ordinamento.

      Continuare comunque a chiamare questa democrazia è insultante, illusorio e pericoloso, quindi stiamo attenti.

  • Ludovica

    Speriamo che presto quella che sembra una chimera possa finalmente farsi vera e scacciare la passività politica dei cittadini che di questi argomenti non si occupano perchè li ritengono lontani dalla realtà…CIOÉ DIRE siamo in un mondo che cresce,progredisce e ci vuole sempre più liberi e consapevoli di ciò che di buono e di schifoso ci circonda.
    É ora che prendiamo in mano la situazione e ,sono molto d’accordo con te Eu, internet è la chiave di volta,anzi di Svolta!

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