Politically perfect

In seguito a lunghe ore di studio passate ingobbita su un libro di storia contemporanea, leggendo sulla rivoluzione russa ,sul nazionalismo novecentesco, sul risorgimento e quindi sull’unità d’Italia, un monito di tremenda nostalgia, ma anche inadeguatezza mi ha pervaso. Leggendo di rivolte incondizionate di un’Europa assetata che chiedeva ed otteneva salari più alti per i lavoratori nelle fabbriche, orari di lavoro umanamente possibili, prezzi dei generi di prima necessità adeguati ai salari, mi rendo conto che tutto ciò che ci sta attorno è stato costruito con il sudore ed il lavoro di persone che non si sono arrese davanti ad una classe dirigente che pensava a guerreggiare ed ad inseguire ideali, astrazioni, parole.
E così innamorandomi dello spirito di Garibaldi che amava una nazione ancora da costruire, ammirando la lontananza della Russia la cui schiena era dolcemente adagiata sui lavoratori dei soviet, che con la loro patria mantenevano un rapporto di simbiosi; cullandomi sul pensiero di Wilson, che durante i trattati di pace dopo la prima guerra mondiale provvedeva all’istituzione della Società delle Nazioni e promulgava il credo secondo cui mai e poi mai si sarebbe ricorsi alla guerra per la risoluzione di asperità tra le nazioni, accorgendomi di tutto questo: Che lontananza, quale sconosciuto interesse pervadeva il pensiero di tali personaggi!
Ed è per questo che posso dire che no,non è vero che l storia si ripete! Perchè se fosse vero ciò allora non ci troveremmo a fare la guerra contro un paese che fa di tutto per mandarci via, non ci troveremmo in “missione di pace” se non ci piacerebbe giocare alla guerra. Se la storia fosse destinata a ripetersi il governo italiano che non ha nulla a che vedere con la politica, ma solo con l’interesse dei partiti, si sarebbe già reso conto di non essere adeguato all’amministrazione di un paese che retrocede ogni giorno, e si lascia passare accanto in caduta libera la sua economia di ex grande potenza, la sua cultura millenaria che il mondo prima invidiava e che ora non si vede nemmeno più, perchè l’erudizione è destinata a perire insieme alla possibilità del riscatto sociale e le sue possibilità di progresso vanno a progredire all’estero perchè qui morirebbero di fame.
La storia non è destinata a ripetersi perchè oggi è guidata da persone che non la conoscono, che non sanno cosa significhi essere uomini d’onore, non sanno cosa vuol dire meritare la fiducia di chi affida nelle loro mani il futuro delle generazioni successive che non si vede che non è tuttavia incerto,maè certo che sarà un disastro. Chi siede in parlamento oggi e si è “guadagnato” quel posto non l’ha fatto perchè aveva voglia di sbracciarsi a costruire una nazione nuova del respiro europeo,non l’ha fatto perchè era stufo di vedere il successo solo nella vita dei cugini,dei fratelli, dei nipoti, dell’amico, del figlio della nonna dallo zio,anzi è molto più probabile che l’abbia fatto perchè così i suoi cugini,fratelli,mogli,amici,zii abbiamo una possibilità di tale effimero successo.
Fare politica significa amare il proprio paese a tal punto da impegnare la propria persona affinchè questo migliori,progredisca,affinchè tutti i propri connazionali indistintamente abbiano la possibilità di vivere una vita sicura e agiata nel proprio paese e tramite questo far loro capire l’amore che si ha per la propria nazione e magari farlo provare anche a loro.
Essere un politico non significa primeggiare sul resto del popolo,ma essere il più umile perchè svolge uno dei lavori più importanti della società. Essere un politico significa gestire il denaro e il bene di tutti e gestirlo al meglio affinchè si trasformi in servizi, aiuto per il cittadino. Essere un politico significa essere tanto altruista da dimenticarsi del proprio onorario e non fare di tutto affinchè aumenti. Essere politici significa essere cittadini attivi nella società  cercando di migliorarla secondo le esigenze di tutti e non di chi può permetterselo.
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Informazioni su Ludovica

what about me?!just a young womaan who needs to communicate to the world some ideas(sometimes odd ideas) about what I see and what I feel. You know people say that you can undestand a lot more of a person seeing the way she write than what she write. So follow me! Vedi tutti gli articoli di Ludovica

6 responses to “Politically perfect

  • Djourou

    Quoto l’ultima definizione del tuo discorso: essere politici significa essere cittadini attivi della società. Perchè la classe politica non viene da Marte, non è frutto di esperimenti di laboratorio mal riusciti, è l’espressione della società, che in una democrazia rappresentativa, delega a pochi il compito di governare la cosa di molti. Indi il sillogismo è sequenziale: se la classe politica italiana fa pena, la colpa non è di Berlusconi, Bossi, Fini, Casini e Bersani, bensì degli undici milioni di italiani che li hanno votati.Gli altri dieci milioni magari non sono d’accordo, ma è il bello della democrazia che sia la maggioranza a decidere. In breve, se qualche decennio fa la politica perseguiva dei valori, degli ideali più alti, talvolta delle ideologie (la cui fine è più che accertata e apprezzata), accadeva perchè la società era mossa da ideali, da voglia di cambiamento, di crescita, di realizzazione di un mondo diverso. Oggi la società segue altre direttrici: la difesa dei propri interessi, il mantenimento dei propri standard di vita, l’egoismo di chi pensa solo al proprio benessere e non a quello degli altri. E allora perchè ci si stupisce che il capo del governo sia Berlusconi? Lui è il perfetto italiano, l’uomo che tutti (o la maggioranza) vorrebbero essere, l’incarnazione del maschio italico, ricco, self-made, pieno di donne e di potere. Berlusconi e la sua corte di giullari sono l’Italia di oggi, che ci piaccia o no. E allora, per cambiarla, bisogna tornare alla prima definizione di politici: siamo noi a dover esser la classe politica di domani, pretendendo un cambiamento che non può essere affidato agli altri.

    • Ludovica

      Eppure non voglio lasciarmi trascinare dal pensiero che gli italiani inseguano tale modellismo berlusconiano della vita,non voglio lasciarmi convincere da un qualunquismo che non rende giustizia a quanto di buono c’è nell’italia che sogna di liberarsi dalla mediocrità di una classe dirigente che sempre più sta perdendo il suo posto e speriamo che lo lasci presto!

      • Djourou

        Difficile non farsi trascinare dal pensiero che gli italiani seguono il modello berlusconiano e che il qualunquismo di cui parli è imperante quando, se oggi andassimo a votare, Berlusconi vincerebbe nuovamente le elezioni (come mostrano numerosi sondaggi) e sarebbe di nuovo a capo del governo. Il che dimostra che Berlusconi è ancora il migliore per milioni di italiani e che la sinistra non è un’alternativa credibile a causa dei suoi innumerevoli fallimenti.

  • Michele

    Sono d’accordo, la definizione di politico dovrebbe essere questa.
    Se non lo è già.

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