Ladies and Gentlemen!

Quello che ha lanciato Ludovica nel suo post di benvenuto è un discorso interessante che secondo me merita una parolina o due.
Ma prima una precisazione sulla “psicobiologia del ciondolatore” può aiutare a chiarire meglio di che si parla.
Per noi uomini i nostri attributi sessuali hanno un valore molto diverso da quello che le donne danno ai loro.
Mentre non sono un esperto per quanto riguarda il secondo caso, conosco una cosa o due sugli uomini.
Si, noi siamo irrimediabilmente legati ad una rappresentazione maschile del mondo, e su questo nulla di male visto che essendo maschi non solo non abbiamo scelta ma ne abbiamo anche il diritto.
Le così dette “palle” sono la proiezione simbolica delle nostre qualità umane oltre che virili, perché per un curioso cortocircuito un uomo proietta qualsiasi qualità umana su di un modello maschile e mai su uno femminile. Non è maschilismo, perché non dipende mai dalla cultura nella quale ci si trova a vivere.
Il problema nasce quando la donna cerca di filtrare il proprio mondo attraverso gli occhi degli uomini dai quali vuole sentirsi accettata e/o desiderata. In quel caso la donna si sente in qualche modo forzata ad accettare un linguaggio che non le è proprio ma che ha oramai compreso ed assimilato.
Curiosamente le donne pare non abbiano sviluppato una propensione a “femminizzare” il mondo e se l’hanno fatto, questo linguaggio non ha avuto la stessa fortuna tra gli uomini di quello che ha avuto il “maschilismo” tra le donne.
L’errore comune che fanno le donne nel difendere il loro diritto ad avere una visione “femminile” del mondo sta ancora una volta nel pretendere che questa visione debba valere anche per gli uomini o che in qualche modo anche questi ultimi debbano comprenderla ed accettarla, e che il non farlo sia la manifestazione di una qualche volontà dominatrice dell’uomo sulla donna. Questo è semplicemente falso ed è sostanzialmente la ragione per cui il “movimento femminista” mi fa tanto ridere.
Per parte mia credo che ci siano alcune differenze biologiche insormontabili che avranno sempre un peso importante nel definire le relazioni sociali e culturali tra uomini e donne, differenze che la cultura non riuscirà mai a superare. C’è da sperare che almeno si riesca a gestirle in maniera più equa e giusta, e che dal punto di vista delle opportunità sociali si riesca a raggiungere la parità che tutti sogniamo.

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