Wikileaks

Allora, la storia dovreste conoscerla tutti:

Wikileaks, sito lanciato nel 2007 (ma operante almeno dal 2006), ha pubblicato o pubblicherà documenti e messaggi segreti riguardanti la diplomazia italo-americana in giro per il mondo.
L’America ha già detto il governo che molti stati potrebbero non trovare di loro gradimento queste informazioni, a scapito della nostra già abbastanza precaria rispettabilità internazionale.
Inutile che riporti le reazioni scomposte della politica nostrana (il consiglio migliore, che nemmeno faceva ridere, si basava sul “non commentare”, pensate un pò).

Sta di fatto che al momento è rinato il teatrino del “Wikileaks: santo o demonio?”, in cui i governi e i sostenitori a prescindere dei governi urlano ad alta voce “demonio!”, mentre i supersinistri contrappongono il loro “santo!”.
Ma noi non siamo nè della prima, nè della seconda fazione.

Noi prendiamo il problema e vediamo i pro e i contro di tutto. I commenti seguono.
Vi faccio quindi le seguenti domande:

  • Cosa ne pensate dei principi di Wlk? I segreti è bene che rimangano segreti o oramai ci stiamo avvicinando a quell’era dove, a segretezza e guerre, dobbiamo contrapporre pace e trasparenza?
  • Wlk secondo voi esagera? Anche supponendo che abbiate risposto sì alla prima domanda, è possibile che esistano alcune cose che non vanno dette in ogni caso?

Rispondete numerosi

[Inutile dire che al momento i server del sito in versione italiana sono sovraccarichi, e non immaginate chissacosa: cercare in mezzo a quella marea di informazioni è qualcosa (ammicco) che solo un vero giornalista saprebbe fare (ammicco ammicco). Ma anche Djouriou, volendo. XD]

E a tal proposito, vorrei riportarvi alcuni pensieri avuti durante una discussione sull’argomento.
l’interlocutore non era affatto dispiaciuto del bagno di verità che Wkl portava, in quanto la diplomazia è spessissimo sinonimo di ipocrisia e opportunismo, e fa bene DI TANTO IN TANTO farsi un bagno in questa dimensione.
Quando però ho detto che, più che “di tanto in tanto”, ci vorrebbe un “sempre”, ci siamo ritrovati con due opinioni contrastanti: apparentemente, ci sono cose che si fa meglio a tenere segrete.
Ho chiesto i motivi di questa necessità di segretezza, e non ho avuto una sola giustificazione che non facesse riferimento a malfunzionamenti interni delle nazioni o a politiche internazionali assolutamente egoistiche e prive di scrupoli.

È vero. Se Tremonti domani dicesse che i bot sono solo un pezzo di carta straccia che manco per incartarci il panino coi ciccioli, la gente povera protesterebbe, la gente abbiente diventerebbe povera e protesterebbe, la gente ricca rimarrebbe ricca ma in minoranza, e protesterebbe, il che in breve causerebbe uno sfacelo totale del paese.
Come quasi tutto, del resto.

Detta in poche parole, la “ragionevolezza” intrinseca dell’argomentazione stava nell’assoluta sragionevolezza della situazione esistente.

E quindi ho trovato il motivo definitivo del perchè Wkl non solo fa bene, ma fa benissimo.
Il motivo è che la verità e la trasparenza sono l’unica maniera di fare le cose bene.

La scienza si basa sulla verità dei fatti e sulla trasparenza con la quale vengono presentati gli esperimenti compiuti (ve lo dice uno che deve leggersi negli articoli una pagina intera piena di nomi a caso di marche altrettanto casuali, solo perchè qualcuno pensava che “oscilloscopio” fosse un pò troppo scarno per un articolo. Grrrrr….).
Le rivoluzioni avvengono quando la gente si trova in faccia la verità e gli viene detto in modo chiaro e trasparente che la colpa è sua (in generale questo avviene dopo qualche milione di morti accatastati sul tavolo della pace).

Quando manca la trasparenza, mancano innanzitutto le possibilità di miglioramento che un dibattito comunitario può offrire. Manca la possibilità di intervenire sugli errori. Non solo, manca anche il coinvolgimento della popolazione.
Quando i servizi segreti (qui spariamola grossa) uccidono un uomo in Libia, perchè in Libia c’è il gas che a noi serve per riscaldare le nostre case a 40 gradi, io posso dare la colpa ai servizi segreti, e dire che loro sono un gruppetto sul quale non posso avere controllo, quindi uscirne fuori indenne come una pignatta ad una festa di bambini ciechi.
Se invece questo viene detto pubblicamente, allora sì che la responsabilità diventa mia, perchè io sapevo e io ero d’accordo (poi certo, in democrazia le cose vanno un pò diversamente, anche se non troppo).

Quando gli accordi, le decisioni economiche, le decisioni politiche, le decisioni etiche, TUTTO, è alla nostra portata, allora non ci sono più scuse, non ci sono responsabilità di questo e quello. Le cose giuste rimangono giuste, le cose ignobili si mostrano ignobili.
È vero, il mondo non diventa più bello, perchè ci ritroviamo di fronte alle nostre miserie, alla nostra incapacità di pensare in modo generoso. Ma almeno abbiamo un punto di partenza VERO, possiamo sapere cosa migliorare, avere un’idea chiara di come migliorarlo, parlarne con altri.

Tutte queste cose una volta erano ridicole da dire, perchè c’era la guerra fredda, la guerra di qui, di là, dietro e davanti, inimicizie, interessi egoistici a iosa. Ora ci rimangono gli interessi egoistici.
Eppure questo sembra ancora una cosa da sognatori, dire che due nazioni, anzichè scontrarsi sui loro interessi, dialoghino con onestà e intelligenza in modo da trovare un compromesso.

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4 responses to “Wikileaks

  • Djourou

    Non so se l’ammiccamento molesto di Michele era diretto a me (che peraltro non sono un giornalista, neppure finto…), ad ogni modo vorrei portare il mio contributo al dibattito su Wikileaks, visto che in facoltà non parliamo d’altro!
    Inizierei dicendo che il sig. Assange non sta facendo nulla di nuovo, visto che già nel ’19 il presidente americano Wilson parlava di una “open diplomacy”, da sostituire a quella vecchia fatta di segreti chiusi a chiave negli uffici. E allo stesso modo se la pensava Lenin che fece pubblicare sui giornali gli accordi presi durante la prima guerra mondiale dai russi con i tedeschi.
    Purtroppo il buon Wilson e il suo idealismo rimasero inascoltati e poco o nulla è cambiato nella diplomazia mondiale. Ogni tanto scoppiano casi alla Wikileaks, basti pensare alle rivelazioni sul Vietnam e sui negoziati segreti con i Vietcon con la guerra in corso nei primi anni Settanta.
    Detto ciò, quello che è emerso sin ora non è roba da far tremare i polsi. Credo si tratti soprattutto di un grave imbarazzo per gli Stati Uniti d’America, basti guardare al pronto intervento della Clinton che ha definito Berlusconi “il miglior amico dell’America”. Quanto ai contenuti non c’è molto di che stupirsi: l’Arabia Saudita e i paesi arabi (di religione sunnita) vogliono attaccare l’Iran (sciita)? E dov’è la sorpresa? Oppure, Berlusconi succube di Putin e Gheddafi? Chissà perchè lo farà, vuoi vedere che c’entrano gas e petrolio?
    Insomma, molte delle rivelazioni emerse sono commenti piuttosto superficiali di funzionari americani che tracciano un profilo psicologico dei vari leader, senza peraltro scoprire l’acqua calda…
    Bisognerà vedere cos’altro salterà fuori, visto la mole dei documenti..e soprattutto ci sarà da preoccuparsi se Assange manterrà fede al suo impegno di sputtanare le banche….lì sì, che in piena crisi finanziaria in corso, ci sarebbe di che divertirsi…

    • Eugenio

      Non direi che quello che Assange ha fatto non sia nulla di nuovo. È vero il contrario infatti. Wikileaks è qualcosa di totalmente inedito anche qualora l’idea non fosse del tutto originale, tra il pensare una cosa ed il farla ci sta tutta la differenza del mondo. In questo particolare caso ci sta tutto il governo americano con le sua polizia federale, i suoi servizi segreti ed il suo pentagono; ci stanno i governi dell’europa e la sua Interpol.
      I dispacci diplomatici non sono roba da far tremare i polsi ma gettano una luce inedita agli occhi dell’opinione pubblica su cosa ci sia davvero dietro alle scelte politiche di fantocci come B. Non è materiale innocuo, e la sua forza sta a limite nell’affermare a fatti ciò che prima era solo materia d’opinione, ed anche qui c’è tutta la differenza del mondo.

  • Eugenio

    Mi spiace solo che Assange, che per me è uno dei più grandi eroi del nostro tempo, non possa fare più miracoli di quelli che sta gia facendo.
    Le critiche che vengono mosse ad Assange e Wikileaks sono semplicemente patetiche e vengono da chi è direttamente convolto negli orrori che Wikileaks ha denunciato.
    Per parte mia ritengo che chiunque sostenga la libertà di pensiero e la sovranità dei popoli non possa non appoggiare fino in fondo ciò che Wikileaks sta facendo. Wikileaks non ha mai messo in pericolo nessuno, perchè al contrario dei suoi detrattori, Assange gli orrori della guerra li denuncia, non li commette.
    Se i governi avranno paura di Wikileaks c’è da sperare che inizino a delinquere meno.
    C’è un prima ed un dopo Wikileaks, per la politica internazionale e quel che è certo è che il dopo sembra un po’ migliore.

    • Michele

      Ma soprattutto, sono accuse rivolte ad un membro di Wikileaks, e che non c’entrano niente col sito in sè.
      Tra l’altro, non credo che una persona con una tale corporatura potrebbe essere capace di forzare, non una ma due donne, nel pieno delle loro facoltà.
      Per la serie: nemmeno inventarsi una scusa seria….

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